Escursione a Erice, Segesta

Segesta

Il tempio di Segesta fu innalzato sulla cima di una collina isolata tra il 430 e il 420 a.C. Fu costruito in stile dorico, ad imitazione dei grandi templi greci, anche se qualche particolare ne svela un’origine diversa. La differenza più evidente è che a Segesta manca la cella: il cuore pulsante del tempio greco.

La mancanza della cella e del tetto nel teatro di Segesta hanno fatto discutere a lungo gli studiosi. Alcuni sostengono che il tempio è semplicemente rimasto incompleto. Altri invece giustificano la particolarità di Segesta con una ragione politica e culturale: i Segestani infatti non erano Greci, come i loro nemici di Selinunte, ma Elimi. Avevano quindi una religione diversa e abitudini diverse. E’ possibile pertanto che abbiano costruito un tempio, di stile greco e con maestranze greche, per competere con i loro acerrimi nemici ma che, in realtà, fosse solo una questione di apparenze. Dell’uso che gli Elimi facevano del tempio non si ha notizia.

Il peristilio è composto da 14 colonne sul lato e 6 frontali. Non vi sono decorazioni né il tempio si può definire grandissimo, se comparato agli altri templi della Magna. E’ tuttavia ugualmente spettacolare, soprattutto perchè lo si può ancora ammirare nella sua interezza.

Il tempio occupa da solo un’intera collina ed è perfettamente visibile anche da lontano. Per arrivarvi bisogna lasciare i propri mezzi un po’ più in basso e percorrere a piedi un breve tratto in salita.

Erice

Poco lontano da Trapani, sulla vetta di un monte isolato, a 751 m d'altezza poggia, naturalmente protetto, solenne e solitario, un piccolo e prezioso gioiello della nostra provincia.

Per secoli la bellezza delle vedute, la tranquillità del luogo e la nebbiolina che spesso la nasconde agli sguardi indiscreti hanno reso Erice il luogo privilegiato per gli studi degli eruditi e le preghiere dei religiosi. Fatta di stradine strette e tortuose, archi tipicamente medioevali, cortili riccamente decorati e piccole botteghe mantiene immutato ancora oggi il suo antico fascino.

Ha la forma di perfetto triangolo equilatero, coronato su due vertici dal Castello di Venere, a sud-est, e dalla Chiesa Matrice, a sud-ovest. Al centro, la chiesa di San Domenico è oggi sede del prestigioso Centro Internazionale di Cultura Scientifica “Ettore Majorana”, fulcro di un’intensa attività di ricerca scientifica diretta dal Prof. Antonino Zichichi che lo fondò nel 1963.

La città è famosa anche per la particolarissima pasticceria locale, a cui le monache si sono dedicate fin da tempi lontani.

Se siete in zona, non perdetevi la festa dedicata a Maria SS. di Custonaci, patrona della città. Le celebrazioni cominciano in tutto l’agro ericino nella settimana che precede l’ultimo mercoledì d’agosto per culminare poi nella processione che si snoda per le vie cittadine.

Il Venerdì Santo si svolge la processione dei Misteri: con il favore della suggestiva ambientazione medievale, sfilano per la città i gruppi statuari che ripercorrono le tappe più importanti della passione di Cristo.