Escursione a Selinunte, Agrigento

Selinunte

L'antica colonia greca di Selinunte in Sicilia è una delle zone archeologiche tra le più importanti d’Europa, per estensione ed imponenza. La città di Selinunte ha avuto un ruolo di grande rilievo nella storia dell'antica Grecia. Secondo Deodoro, i primi abitanti di Selinunte furono i Fenici, scacciati i quali vi si stanziarono i Megaresi, che costruirono altari arcaici, poi distrutti nell’epoca di costruzione dei Templi.

Curiosità: il nome di Selinunte deriva dal nome del fiume che scorre ad Ovest della città antica, il Selinon (oggi “Modione”), il quale a sua volta deriva dall’Appio selvatico (in greco Selinon) che abbondante nasce su queste terre. La tipica pianta veniva infatti riprodotta anche sulle monete selinuntine.

Una tra le più grandi metropoli della Sicilia ellenica, Selinunte controllava il vasto territorio della Valle del Belice, hinterland comprensivo anche di: Mazara, Sciacca ed Eraclea Minoa e, all'interno dell'attuale territorio Castelvetrano, Campobello, Partanna, S.Margherita e Sambuca per un'estensione (2100 Km quadrati) fà di Selinunte, dopo Sparta ed Atene, la terza khora del mondo greco.

Una florida agricoltura e la grande produzione di grano costituiscono il supporto della sua notevole espansione che nelle formidabili costruzioni templari trova testimonianza fino ai giorni nostri.

La pietra necessaria per ricavare le colonne di questi colossi veniva estratta dalle Cave di Cusa e di Latomie che si trovavano nella zona circostante. I reperti che sono rimasti nelle cave attestano il procedimento di scalpellamento, necessario per ricavare tamburi di colonne, alcuni dei quali sono lunghi più di 5 metri con un diametro di 3 e 3,5 metri.

In conflitto con Segesta che, nell'espansione selinuntina, vedeva una grande minaccia alla propria sopravvivenza, combatte contro la rivale quattro guerre che finiscono col coinvolgere Atene e Cartagine. L'intervento di quest'ultima nel 409 a.C. provoca la distruzione della città che nonostante venga successivamente ricostruita a seguito di Ermocrate e poi dai cartaginesi stessi, non assurgerà mai più all'antico splendore.

Curiosità: anche il sito di Selinunte, come tutti i siti archeologici antichi, presenta degli enigmi di non facile comprensione. Infatti è possibile notare che se il grande altare sacro a sud avesse avuto, come dicono gli studi ufficiali, una lunghezza originaria di 22 metri per una larghezza di 7 metri, allora il rapporto tra le due misure sarebbe pari a 22/7 = 3,14…, cioè una misura ben approssimata del p greco, il rapporto costante tra la circonferenza e il diametro del cerchio, che fu scoperto ufficialmente da Archimede nel III sec. a.C. mentre compiva studi sui poligoni.

Selinunte città maritma e di frontiera, aperta agli influssi punici, elimi, sicani, resta prepotentemente testimonianza delle antiche civiltà elleniche dell'isola.

Perfettamente conservatasi nell'assetto urbanistico realizzato tra 409 e 250 a.C., con la cinta muraria dello stesso periodo integra, con alcuni tra i templi più significativi del mondo greco per dimensioni (tempio G dedicato a Giove) e purezza di forme (tempio E dedicato ad Era), per numero di templi, per continuità di testimonianze scultoree (le metope di Selinunte), per vastità ed eterogeneità di necropoli, Selinunte costituisce uno dei centri di maggiore interesse per studiosi, archeologici e visitatori, fornendo nel campo dell'urbanistica, dell'architettura militare templare, della scultura e dell'arte funeraria una testimonianza ed un ruolo insostituibile nella storia e nell'archeologia del mondo antico.

Agrigento

Akràgas, Agrigentum, Kerkent, Girgenti, Agrigento: cinque nomi per scandire la storia di una città millenaria, edificata, devastata e sempre rinata per mano di popoli di civiltà eterogenee. Fondata nel 581 a.C. da coloni greci rodio-cretesi, Akràgas divenne, nel secolo seguente, uno dei più grandi e fiorenti centri del Mediterraneo: lo testimoniano gli straordinari reperti custoditi nel Museo Archeologico Regionale di Agrigento e la maestosa Valle dei Templi, dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità. Di Agrigentum, rimangono i resti delle eleganti ville gentilizie e delle regolari vie del Quartiere Ellenistico-Romano. Il Museo e il Parco archeologico sono periodicamente sedi di grandi eventi culturali. Nel cuore del Parco Archeologico, un'oasi di straordinaria bellezza è rappresentata dal Giardino della Kolymbetra, gestita dal FAI.

La città odierna si sviluppa intorno a due colline, la Rupe Atenea e il colle di Girgenti: su quest’ultimo nacque la città medioevale, l’attuale centro storico. Nel centro storico i vicoli e le viuzze dell’ araba Kerkent collegano pregevoli edifici e chiese d’epoche successive. La via Atenea, fiancheggiata da caffè, ristoranti e negozi, è il cuore palpitante della nuova e vecchia Girgenti; dal panoramico e vicino Viale della Vittoria si domina la Valle e il mare: le lunghissime spiagge di Agrigento si estendono per Km ad est ed a ovest da Punta Bianca a San Leone (frazione balneare che assieme ai luoghi del centro, accoglie la movida agrigentina).

In prossimità di Porto Empedocle, in c.da Caos si trova la Casa Natale - museo di Luigi Pirandello: drammaturgo, poeta e premio Nobel per la letteratura, cui è dedicato un Parco Letterario, numerose manifestazioni teatrali e un prestigioso convegno internazionale. Le maggiori feste di tradizione popolare della città sono la Sagra del Mandorlo in Fiore e la Festa di San Calogero.